Galleria 85a Adunata Nazionale degli Alpini – Bolzano 2012
85a Adunata Nazionale degli Alpini – Bolzano 2012
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Ogni ponte una storia per il futuro
Ogni ponte una storia per il futuro
A Bolzano i ponti significativi sono sei : ponte Talvera , ponte Druso , ponte Roma , ponte Loreto , Ponte Resia e ponte Palermo. Il primo è più antico nasce per funzionalità ovviamente, la città vecchia aveva disperato bisogno di collegamenti con le campagne circostanti , il ponte venne realizzato in ferro nel 1900 sostituendo il vecchio di legno. La Bella Epoque conquistava le campagne e rendeva i bolzanini più moderni. Ponte Loreto analogamente fu costruito per lo stesso motivo e garantire un solido collegamento verso sud , probabile esistesse un passaggio in zona già i epoca romana. Curioso come al centro di questo ponte si noti la cintura di montagne che ci circonda , dando l’idea di esserne al centro. Gli altri ponti invece oltre alla funzionalità hanno un significato politico : il ponte Druso collega la città nuova italiana a quella vecchia austriaca e lo fa con spavalderia , con ampiezza quasi vomitando sull’antico centro la nuova realtà di una Bolzano imperiale. Il ponte Roma avrebbe dovuto collegare la nuova stazione(mai realizzata) al nuovo centro italiano , funzione che non svolgerà mai. I ponti Resia e Palermo anche se costruiti in periodi diversi rappresentano il collegamento con la parte industriale e lavorativa della nostra città. Ricordi sbiaditi evocano nuvole di operai in bicicletta all’orizzonte attraversare alla sirena di fine turno il ponte Resia. Il fascismo fu attivissimo nella costruzione di ponti , potenziando i collegamenti si accelerava la modernizzazione del paese . Qualche anno addietro i bolzanini trovarono i loro ponti addobbati da artisti per il periodo natalizio. Correva l’anno 2001 e questa iniziativa non venne capita ed apprezzata dalla maggioranza dei cittadini. Il perchè è intuibile , gli artisti operarono scelte minimaliste , ovvero quell’arte che ai profani suscita questa affermazione “ Non sarà mica arte , saprei farla anche io!” . Per intenderci questa corrente artistica si basa sulla riduzione della realtà , con produzioni scarne e provocatorie contenenti messaggi di varia natura ma che alle mostre è compito delle guide spiegare. Senza la presenza di queste ultime una cassa di frutta rappresenta ciò che si vede , con il loro ausilio diventa la rappresentazione del sudore contadino. Punti di vista. L’idea però non fu malvagia , gli artisti erano tutti altoatesini e il concetto di avere dell’arte gratuita in visione non è da buttare. Il ponte inoltre è per antonomasia simbolo d’unione , concetto che interessa da vicino Bolzano , città di confine e multietnica. Superati dopo tanti anni i significati politici questi ponti possono tranquillamente assumere messaggi di unificazione. Idealmente la città austriaca abbraccia quella italiana , fondendosi in un matrimonio d ‘architettura. Lo stile che ne è scaturito è unico ed appartiene solo alla nostra città. L’arte in questo caso potrebbe essere utilizzata come veicolo per capire la storia , condividerla e porre le basi per un serio futuro d’unione e rispetto.
Marco Pugliese
Laurino e Teodorico
Laurino e Teodorico
Il 476 d. C. vide ufficialmente la fine dell’impero romano d’Occidente , una data ostica anche per gli studenti , da li in poi infatti fu per l’Italia un susseguirsi di personaggi e fatti più o meno importanti per la storia mondiale. Da mal di testa sicuramente guardare le cartine storiche di questo periodo , piene di colori , di ducati , di contee e principati vari , una sorta di vestito d’Arlecchino. Uno dei personaggi che emerse da questo carnevale storico fu Teodorico , secondo re barbaro (era ostrogoto) della nostra penisola. Il barbaro attraversò con le sue orde le Alpi , calò sull’Italia , uccise Odoacre(colui che depose l’ultimo imperatore romano) e si proclamò nuovo re. Con grande sorpresa per i romani , questo personaggio portò pace e stabilità , merci assai rare da secoli. In questa veloce sintesi abbiamo ricostruito la vita di colui che sottomette il Re Laurino , immagine che troviamo nella statua situata di fronte alla sede della Provincia di Bolzano. Laurino era , secondo leggenda , il re del popolo nano delle Dolomiti : mitiche genti abitanti sulle montagne intorno allo splendido Rosengarten. Laurino secondo leggenda s’infervorò parecchio perchè non invitato dai nobili della zona al torneo cavalleresco con in palio la raggiante Similde ( i premi del tempo erano in carne ed ossa), ebbe un colpo di fulmine per la donna , indossò la cintura magica che lo rendeva invisibile e saltellò nel giardino di Rose del Catinaccio con l’amata urlante sulle spalle. I nobili però , notando i petali cadere al suo passare lo inseguirono e catturarono .Venne portato davanti al Re (Teodorico?) che s’mpegnò personalmente a punirlo. Laurino , deluso e deriso ,s’infuriò con il Catinaccio che a detta sua lo tradi e strillò: “né di giorno, né di notte alcun occhio umano potrà più ammirarti “. Probabilmente distratto dal sogno d’amore spezzato , dimenticò alba e tramonto e ci regalò lo spettacolo quotidiano che offre il Rosengarten(giardino delle rose appunto). Bruno Goldschmitt realizzò la fontana nel 1911 , raffigurando probabilmente la scena della cattura.
Questa fontana fu vandalizzata durante il fascismo (1933) : una notte , un gruppo di giovani , staccò la statua di Teodorico spezzandola in due . Tolomei ne fu felice (probabilmente commissionò egli stesso la missione), secondo il senatore infatti questa fontana rappresentava il germanesimo d’inizio novecento , l’opera fu quindi smontata e portata al museo della guerra di Rovereto. Per protesta vennero accesi otto falò sul Rosengarten , le stesse autorità fasciste cercarono di stemperare la tensione creatasi , Tolomei non godeva di chissà quali simpatie a Roma e lo stesso Duce lo considerava “ una suocera cocciuta e pedante”. Nel 1980 la fontana venne collocata dove oggi la troviamo (non senza polemiche) , ci piaccia o no rappresenta un pezzo di storia legge della nostra terra e il significato che porta è abbastanza semplice : la fusione tra fatti leggendari (Re Laurino ed i nani)e storici (la discesa di Teodorico in Italia) accaduti circa millecinquecento anni prima di noi. Molte congetture sono state formulate sui significati dell’opera ma comunque la si guardi bisogna tenere a mente che la storia ( dei monumenti soprattutto) non deve piacere ma narrare.
Marco Pugliese
Alta moda a Bolzano
Pensi Bolzano. Respiri Moda. Nessuno storca il naso , la realtà è proprio cosi. Grazie a Francesca Cappelletti Bolzano è stata catapultata nell’alta moda mondiale. Questa ragazza ci racconta con semplicità come ha concretizzato il sogno di molti , sfondando il granitico muro che ci separa dal mondo della moda. Quello che descriviamo qui è un esempio di intraprendenza imprenditoriale giovanile , raro di questi tempi. Francesca , una ragazza che da piccola giocava alla sarta con la sua nonna Lina è finita a disegnare abiti di sua concezione presentati perfino a Tokio. La sfida di questa ragazza parte da Bolzano , passa per Milano e si conclude nuovamente a Bolzano. Molti bollano il fare moda come arte del futile , del superfluo. Forse lo fanno per invidia o semplice pregiudizio , dimenticando che la moda è una forma d’arte indossata che rappresenta i gusti della società attualmente più richiesti. Chi crea moda , crea tendenza , aggiunge qualcosa al modo d’essere delle persone. Si fa moda anche se non si è nel settore , ricordate i Beatles ? Portare i capelli lunghi dopo di loro ebbe un significato preciso che ai giovani piacque tantissimo , lasciarli crescere fu una forma di protesta pacifica ma significativa che capovolse i canoni del tempo. Francesca fa moda anche per questo , non si ferma solo all’estetica di un capo ma ci spiega di volerne dare un ‘anima. Ogni suo lavoro non è frutto solo di ricerca del bello ma anche di significato , una creatività più interiore che ha animato la carriera della giovane bolzanina , partita da casa a vent’anni , con nella mente il pensiero di lasciare un segno tangibile nella società. Stupisce la semplicità con cui afferma : “Una mia linea di capi fu presentata a Tokio , i giapponesi ne furono colpiti tanto che un’ abito venne inserito in una classifica di tendenza.” Credo sia doveroso fare una riflessione , portare le proprie idee dall’altra parte del mondo , ove gusti e società sono agli antipodi e non passare inosservati non è semplice. Significa che si è entrati nel modus vivendi di quella cultura , comprendendone i gusti. L’estetica è una materia complicata , creare il bello è arduo ,è ricerca continua. La creatività aiuta , ma va stimolata. Francesca mi spiega che “allena” la propria creatività perfino quando cucina , ad ogni pietanza le piace aggiungere un qualcosa che la personalizzi , che la renda sua ed unica. Quest’ultima parola è molto importante per Francesca , l’unicità rende le sue creazioni originali e di tendenza.
Marco
ControCultura : la voce dall’angolo ottuso
Mie riflessioni del tutto opinabili e criticabili dopo aver attentamente analizzato il corso di latino che ho proposto alle scuole primarie. Le critiche sono ben accette , fanno riflettere sui propri errori.Molte lezioni del corso si sono svolte con la Lim.
Storia romana e latino , due modi per “fare” italiano
Proponendo questo corso del tutto sperimentale mi sono reso conto di quanto la curiosità dei bambini verso il mondo antico sia unica e per certi versi insospettabile. L’italiano , nostra ligua madre , sorella maggiore del latino è il ponte ideale per scoprire il mondo antico. Personaggi come Scipione , Cesare , Augusto , Virgilio popolano l’immaginario collettivo infantile , possono appassionare fino al punto di sostituirli a Pokemon , Gigimon e quant’altro. Come? la risposta è semplice , la didattica della storia deve attualizzarli filtrandone gli aspetti più riconducibili al mondo di oggi. Che Cesare fosse un inguaribile vanitoso è storicamente provato(ce lo dice Cicerone ricordandoci come il dux romano solesse grattarsi con un dito solo la non folta chioma per non rovinare pettinatura e riporto…) , su quest’aspetto si può lavorare e carpire l’attenzione di chi magari , forse a ragione visti i manuali che troviamo nelle scuole , trova la storia noiosa e seriosa. Il compito della didattica è fondamentale , deve trasformare la nozione in un qualcosa di concreto e soprattutto di non noioso. La storia romana , ricca di aneddoti , leggende e personaggi unici può essere romanzata su base storica( un buon compromesso alla scuola primaria credo). Leggendo vi starete chiedendo , ma il latino in tutto questo? Non è troppo precoce introdurlo? Accantonate le paure , può un professionista dell’insegnamento avere timore della storia linguistica del proprio idioma?NO , la deve conoscere e trasmettere in ogni sua sfumatura fin dalla scuola primaria. Mi sento di affermare che senza una conoscenza buona del latino , l’italiano verrà insegnato zoppo. Ogni parola ha una sua storia , che se raccontata nel modo corretto rimane impressa nella mente fino all’età adulta. Educare all’etimologia è fondamentale , si creano con questo degli schemi linguistici in grado di comprendere l’essenza della lingua stessa. Il latino può fare da ponte tra storia antica ed italiano , la frase “hic sunt leones” può diventare l’introduzione anche per un a lezione di geografia(visto che tale frase era scritta sulle carte romane nelle zone più impervie) , dico questo per dimostrare quando il latino sia nel nostro quotidiano . I giorni della settimana ad esempio sono ideali per l’etimologia e l’utilizzo di vocaboli spesso poco utilizzati . Quando insegnamo italiano ricordiamoci di questi piccoli particolari e nell’arco di un anno noteremo dei progressi significativi , superiori sicuro al sistema noioso e mnemonico delle tavole di grammatica.
SerMarkuz
Lo Zibaldone : Pensieri didattici in libertà
Maestro o Magister?
Quest’anno la scuola subirà un ricambio generazionale senza precedenti. I pensionamenti sono più del triplo dell”anno scorso , molti docenti giovani saranno i protagonisti dei prossimi anni , potranno essere parte integrante del meccanismo scuola e formare i cittadini di domani. Parlando di scuola primaria posso affernare di fare parte di questa generazione d’insegnanti , sapremo noi metterci sulle spalle la disastrata scuola italiana , ci sentiamo pronti per essere i promotori del sapere e della formazione? Siamo in grado di essere il punto di riferimento per alunni e genitori? Possediamo un bagaglio culturale in grado di reggere la responsabilità di tali compiti? Per onestà intellettuale no , non siamo stati preparati a dovere , siamo laureati è vero ma comunque un gradino sotto ai maestri d’un tempo , possediamo forse più metodo( anche se artificiale e sperimentato nelle aule universitarie) ma siamo scarsetti in cultura generale , spesso ignoriamo la storia e siamo distaccati dalla realtà politica del nostro paese , inoltre molti di noi non leggono uno straccio di libro e frequentano di rado musei. All’università ci hanno insegnato che il nozionismo è inutile , niente di più vero ma questo concetto si è trasformato in una scusa per non conoscere a fondo quasi nulla , il solo metodo , se privo di contenuti non porta da nessuna parte. Il maestro elementare non può essere un metodista privo di contenuti ma deve ESSERE il punto di riferimento culturale dei propri discenti. Dalla prima alla quinta i perchè sono molti ed è dovere del maestro spiegarne i significati ,sviscerarne i concetti , credo che una persona di cultura media sappia e debba rispondere alle domande di alunni nella fascia 5-10 anni, dallal matematica alla storia passando per l’italiano. Il maestro non DEVE essere onniscente e non può esserlo MA DEVE essere colui che fa appassionare , avvicinare i ragazzini al sapere , una persona priva di contenuti non può farlo. Bambini cosi piccoli non possono accontentarsi dell’espressione ” Mi devo documentare” , semmai la si può trasformare in ” Ci ragioniamo insieme” , i filosofi antichi(maestri ante litteram) fondavano le proprie scuole di pensiero sui perchè dei propri alunni e mettevano a disposizione la loro vasta cultura(di cui conoscevano i limiti) per costruire gli uomini del domani. L’italiano ad esempio , ad ogni livello non lo si può insegnare decentemente senza uno studio serio a priori della lingua latina (non per sbaglio nel vecchio magistrale lo si studiava , Gentile e Croce anche se in contrasto su molti punti , avevano concordato su questo e da buoni filosofi avevano valorizzato la figura del maestro). Figura che è stata di facciata valorizzata 70 anni dopo con la laurea ma svilita nei contenuti , perchè a scienze della formazione non è presente uno straccio di corsetto di latino?Eppure nei manuali di didattica è presente lo studio dell’italiano per etimologie , comico , visto che senza latino è dura utilizzare questo metodo. Discorso analogo per la storia , ai bambini piacciono le storie ,allora raccontiamole! Raccontiamo gli amori di Cleopatra , le conquiste di Cesare e fondiamo la nostra didattica sui personaggi che hanno fatto la storia analizzando il perchè di tante decisioni , attualizzandone i contenuti. In questo modo la storia diverrà passione e a quel punto un noioso quadro di civiltà diverrà meno indigesto. Mi rivolgo ai giovani insegnanti , non ripetete gli errori che hanno commesso con noi a scuola , riflettete su ciò che vi annoiava e lavorate su strategie che aiutino ad avvicinarsi al sapere senza disperdersione di menti. Noi docenti abbiamo molto tempo libero.Vi siete mai chiesti perchè? Oltre che per riposare il cervello questo prezioso tempo ci deve servire per aggiornarci , non con i soliti corsi tritti e stantii però. Aggiornatevi leggendo libri e giornali , andando al museo od a qualche mostra , tornate a masticare quelle attività che formano un maestro più dei manuali didattici , troppo freddi e carichi di nozioni metodologiche , quelle si deleterie e da evitare. Ci hanno tolto la qualità e dato in pasto ad un nozionismo di metodo , ci hanno schematizzato il lavoro più libero dell’universo. Insegnare lo si ha dentro , non lo si impara nelle aule universitarie , li si affina la tecnica semmai. Maestri si nasce , diventarlo non si può. Inutile utilizzare ipocrisie , non molti sono tagliati per fare questo mestiere e sarebbe bene che per onestà d’intelletto lo ammettessero.
SerMarkuz
TFA? Ti Frego Ancora (soldi)
Era meglio quando si stava peggio , era meglio quando bastava una laurea in lettere per insegnare italiano?o quando il vecchio magistrale quadriennale era sufficiente per un maestro elementare ?(di sicuro più completo..visto che si studiava il latino…sparito da Scienze della Formazione Primaria , elemento cardine per un corretto insegnamento dell’italiano) A vedere i risultati scadenti degli studenti italiani pare proprio cosi. Ma quei geniacci del ministero avrebbero potuto lasciare funzionante ciò che lo era senza metterci le loro manine ? La risposta è siss! Già quelle meravigliose creature ormai estinte , tanto care alle università. Questi animali da collezione partorivano di continuo ( e dopo svariati soldini) frotte di docenti abilitati e festanti , convinti in una pronta immissione in ruolo. ( il peccato originale impallidisce davanti a cotanta ipocrisia) Caduto il palco , ci si rese conto di aver assistito all’ennesima cialtronata e si penso bene di far estinguere queste bestie voraci. Gli animalisti più convinti si batterono per lo sterminio ma ebbero la peggio. Ora dopo qualche annetto di pausa , vuoi che in paese con l’ici , l’iperf , il cud , il tfr , lo spread e sigle varie , mancasse il tfa? Certo che no! Geniacci! Ecco la panacea , ecco l’eldorado, ecco la soluzione per assumere nuovi , giovani e motivati docenti..il tfa , ovvero il tirocinio formativo attivo. Ma voi lo avete mai visto un tirocinio passivo? Io no. In pratica dopo svariati test d’ammissione (chi , dove , quando?), l’aspirante ha un bell’annetto di lavoro (attivo si spera) che dovrebbe portarlo ad un esametto finale ed al sospirato ruolo. Tutto bene quindi. No purtroppo viviamo nel paese dei ma , quindi anche il tfa ha il suo ma , anzi più d’uno. Intanto i posti sono limitati per regione (provincia nel nostro caso) , altrimenti gli abilitati nelle graduatorie dove li ficcano?Gente , ricordiamolo , che ha 10 anni e più di precariato sul groppone e a cui di colpo si chiede di lasciare spazio ad altri. Non si arrabbino tra loro ne i tfa , ne i gae…i colpevoli sono altri , non cadano nel dividi et impera ministeriale. Sorge una domanda , quale reale motivo hanno questi corsetti abilitanti?(altro non sono ,non lasciatevi ingannare dal nome pomposo , ai fini di mera esperienza erano molto più utili le supplenze di una volta) Purtroppo le alte sfere complicano e creano problemi per poi venderti la soluzione. Entrate in una qualsiasi libreria , oltre al noisoso e sterile libretto di Vespa , noterete scaffali pieni di libri che preparano all’esame tfa..ma quale?ad oggi nessuno sa come questi test verranno strutturati , quindi i soldi teneteli per l’aperitivo. Che dire poi delle università? A loro questi corsetti costano poco , molto poco ma rendono tantissimo , vista la disperazione (comprensibile) di chi in massa andrà a parteciparvi. Cari ragazzi , a breve comunque qualche mente divina verrà a raccontarci che abbiamo sbagliato , che non abbiamo capito..che sta scritto davanti a noi…tfa , ovvero : ti frego ancora (soldi) , coincidenza? Può essere , ma in un paese dove la classe politica spende all’anno 2 miliardi di euro in consulenze..tutto è possibile….no?
Marco
150 anni d’unità Italia , la letteratura italiana scende in campo.
Squadra : Italia
Formazione tipo : 3-4-1-2
Portiere : Guido Cavalcanti , “come cavaliere disdegnoso e solitario, tutto volto alla meditazione filosofica ” , lo descrivono cosi i contemporanei ; i portieri sono sempre un po’ soli , meditano mentre gli altri corrono : il ragno fiorentino.
Centrale : Giosuè Carducci ; ” il Carducci utilizza una lingua rigida , colta e legata alla tradizione latina , una lingua che comunque arriva al cuore , perchè narartrice di ricordi e memorie d’infanzia” . Patriota convinto , uno dei monumenti della letteratura italiana ; un centrale tecnico ma che bada al sodo : muraglia.
Centrale : Giovanni Pascoli ; “decadente , malinconico , avvolge i pensieri tra una riga e l’altra delle sue poesie e verso dopo verso commuove ” scoperto dal Carducci , pilastro della letteratura italiana a cavallo tra 800 e 900; un centrale dal cuore grande , ci mette il piede quando la palla sembra in rete : gladiatorio.
Centrale : Ugo Foscolo ; “preromantico e principe del neoclassicismo , nato a Zante , figura errante della nostra letteratura , idealista convinto , gran patriota (poi deluso) . Impossibile per uno studente non amarlo , coinvolge ed emoziona con la propria vitalità , eterno giovane ; il classico difensore che galoppa tra difesa e attacco macinando infiniti chilometri : maratoneta.
Ala : Giacomo Leopardi ; “L’infinito spalanca le porte del cuore del lettore , l’emozione di quei versi rendono il Leopardi immortale , non si è più gli stessi dopo aver assaporato i versi leggiadri di questo capolavoro” ; fuoriclasse assoluto nonostante il fisico minuto, ala che salta l’uomo e punta la porta , in una parola : infinito.
Centrocampista Centrale : Giovanni Verga ; “il suo verismo ci regala uno spaccato dell’Italia del tempo , descritta con semplicità , chiarezza e dedizione “; onesto gregario di centrocampo , instancabile , ha polmoni per tutti e recupera infiniti palloni : guerriero.
Centrocampista Centrale : Alessandro Manzoni ; ” I promessi sposi , caposaldo della letteratura italiana , rimane l’opera che ogni italiano conosce e con cui s’identifica. Manzoni ci mette allo specchio e ci fa capire chi siamo , questo romanzo sarà fondamentale anche per la nostra Unità” ; il classico regista dai piedi d’oro , a volte un po’ timido ma sempre determinante con le sue illuminazioni : metronomo.
Ala : Francesco Petrarca : “imparò a guardare alle cose da un punto di osservazione che trascendeva i localismi e i regionalismi italiani per diventare il punto d’osservazione della Cultura in quanto tale” , Asor Rosa lo descrive cosi , moderno e mentalmente priettato al di fuori dell’allora regionalismo stagante italiano , fu il “padre spirituale “dell’umanesimo , ovvero recuperando i classici sepolti apri in Italia ed Europa una nuova epoca culturale che modidicò i vecchi assetti proiettandoli verso la modernità ; fuoriclasse assoluto , altra ala che salta sistematicamente l’uomo e fornisce valanghe di assist per la testa degli avversari : fenomeno.
Fantasista : Gabriele D’Annuzio : “memento audere semper ” il suo motto , ovvero ricordati di osare sempre. Osannato da molti , odiato da altrettanti , il Vate bizzoso srà sempre sulla bocca di tutti. Avanti tre passi rispetto alla società del tempo , con ” Il piacere” internazionalizza la letteratura italiana e la rende spendibile all’estero . Sempre in movimento frenetico a lui dobbiamo la parola “tramezzino” , oggi nel linguaggio corrente . Ha il grande merito di far entrare la cultura italiana , fino a quel momento molto provinciale , nel gotha europeo e di conseguenza mondiale ; il fantasista dai colpi di genio , da solo può farti vincere una partita , ma allo stesso tempo può inflenzarla negativamente. Nonostante il carattere particolare di lui non si può fare a meno : geniale.
Punta : Luigi Pirandello : Nobel alal letteratura nel 1934 , anche lui come D’Annunzio ha il merito di esportare la nostra letteratura all’estero , dove infatti risulta tutt’oggi uno dei nostri letterati più conosciuti ; il classico attaccante che segna in ogni dove : internazionale .
Punta : Dante Alighieri : senza di lui non ci sarebbe stata la lingua italiana. Il primo a credere nel volgare e rendere cosi la cultura più accessibile a tutti , la letteratura italiana deve a quest’uomo gran parte del suo prestigio. La Divina Commedia è l’opera letteraria italiana più conosciuta al mondo e anche la più tradotta ; senza di lui l’Italia sarebbe tutt’altra squadra , campionissimo umile al servizio dei compagni : fuoriclasse.
Allenatore : Publio Virgilio Marone : il primo grande poeta italiano , l’Eneide è un capolavoro di metrica e fortuna che i suoi discepoli ebbero l’ accortezza di essere disubbidienti alla morte del poeta e non distrussero il poema come Virgilio aveva ordinato. Vero che fu un poeta di regime(quello augusteo) ma il suo talento non si può discutere , influenzò l’imperatore su molte decisioni politiche ed economiche. Nel Medioevo fu apprezzato e studiato , in questo modo può rappresentare la congiunzione tra letteratura italiana antica (ovvero la latina)e quella rinascimentale e moderna ; il classico allenatore rigido che comprende nel profondo i propri giocatori , alla tattica preferisce i rapporti umani che triplicano le forze in campo : guida.
Nota : ho deciso un po’ per gioco , un po’ per passione di immaginare i migliori letterati italiani schierati come una vera e propria squadra di calcio. So di averne tralasciati molti , ma la nostra letteratura ha talmente tanti fenomeni che è impossibile inserirli tutti , gli esclusi quindi mi perdonino. Unire il calcio alla letteratura a molti può sembrare blasfemia e far storcere il naso , forse a ragione , ma io credo che il messaggio lasciatoci da questi grandi uomini sia invece di divulgazione. Dante ha speso una vita intera per divulgare le proprie idee , rischiando anche la vita. Le vite , le opere e le azioni di questi uomini vanno trasmesse a tutti , giovani in primis. Ci si può appassionare anche solo giocando.
Marco
Virgolo , perchè ? Warum?
Capitava una volta che qualche nonno raccontasse di avere trovato rifugio all’interno della galleria del Virgolo durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Altri purtroppo tra il 1944 ed il 1945 ci lavorarono coattamente per produrre cuscinetti a sfera destinati ad uso bellico. Nell’autunno del 1944 l’IMI (industria meccanica italiana) trasferi da Ferrara vari macchinari per tale produzione , in questo luogo di lavoro dantesco trovarono la morte svariati operai e molti deportati ,. In loro onore la galleria fu posta come luogo – simbolo per ricordare il sacrificio di queste persone. Con una mano sul cuore per non dimenticare ci trasferiamo al 20 novembre 1907 , giorno in cui fu inaugurata la funicolare del Virgolo. L’opera fu progettata da Strub (sua anche la funicolare della Mendola) e finanziata dal mecenate Schwarz(già finanziatore della Bolzano- Caldaro) .
Nel 1907 si era in piena Bella Epoque , l’impero asburgico era già in decadenza ma teneva molto a mostrare la propria forza tecnologica in grado di garantire ai propri cittadini (agiati s’intenda) comodità e lussi di gran moda per il tempo. Gli ostacoli naturali erano aggirati con opere di questo tipo che permettevano di sorseggiare thè e ascoltare musica classica sul massiccio del Virgolo , beneficiando dello spettacolare panorama offerto dalla città di Bolzano dall’alto. Il Virgolo fungeva da vera e propria terrazza d’elite , la ricerca della bellezza del paesaggio ottenuta sfidando e vincendo la natura .Questo sogno verrà spezzato bruscamente nel 1912 con l’affondamento del Titanic , in fondo al mare quell’anno fini pure la Belle Epoque e ciò che aveva rappresentato. Il Virgolo dopo la Grande Guerra mantenne la propria funzione e negli anni trenta divenne chic in un rifiorire di divertimenti , cene e feste danzanti. La seconda Guerra Mondiale divorò tutto e questa volta anche la funicolare che pagò il trovarsi vicino alla stazione ferroviaria , le bombe non le diedero scampo. Non fu ricostruita e nel 1957 rimpiazzata da una funivia che fu a sua volta soppressa nel 1976 per cause economiche. La “terrazza naturale” da questo momento fu trascurata . Oggi l’abbandono è totale , nel 2000 fu chiuso il circolo tennis e l’abbandono fu totale. Il Virgolo oggi è desolatamente spento , vuoto e triste. Il castello Weinegg non esiste praticamente più , la chiesetta di San Vigilio con all’interno affreschi interessanti chiusa , l’alberghetto insieme al ristorante in rovina ed una strada al limite della praticabilità rendono questo splendido luogo bolzanino quasi inaccessibile. Immagino con Virgolo dotato di un polo ricreativo , sarebbe interessante riqualificarlo come centro di benessere pubblico , dotarlo di un collegamento degno di nota e pubblicizzarlo a livello nazionale. Suggestivo immaginare una funicolare innevata con sfondo uno splendido panorama bianco e con vista mercatino natalizio. Virgolo, perchè? Warum?
Marco Pugliese
Zona industriale , Underground a Bolzano
Dobbiamo la costruzione della zona industriale bolzanina al prefetto fascista Giuseppe Mastromattei : il regime doveva creare occupazione per la nuova grande Bolzano italiana. Fino agli anni ‘ 30 del secolo scorso la nostra città era pensata per essere un polo commerciale , dopo il 1932 l’anima della cità divenne industriale. Furono aperti stabilimenti delle maggiori industrie pesanti d’Italia , fu costruito un nuovo e grande rione semirurale per gli operai .(spesso contadini provenienti dal Veneto, infatti le semirurali verranno costruite per ricreare il contesto d’origine) Bolzano poteva vantare la produzione di acciai speciali destinati ad usi particolari , fusi ed elaborati nelle fumanti e possenti acciaierie. Venne costruito il ponte Resia per cosi permettere agli operai di poter più comodamente raggiungere le fabbriche. La zona industriale fu invasa da treni sbuffanti che penetravano nelle fonderie e ripartivano carchi di metalli lavorati. L’anima nuova di Bolzano era sbuffante , moderna e ricca di macchine : un quadro futurista in perenne movimento. Dopo la guerra il dinamismo della zona industriale andò lentamente scemando , acciaierie escluse , tutte le più importanti industrie furono dismesse ed abbandonate. Poco alla volta anche la frenesia dei treni scomparve , lasciando solamente i binari arrugginiti come serpenti di ferro a testimoniare il loro passaggio.
In via Volta emerse abbandonato l’edificio dell’ ex-Allumix , originariamente destinato alla trasformazione e alla distribuzione dell’energia elettrica. L’edificio risale al 1936 , stilisticamente razionale , colpisce per l’imponenza , allo stesso tempo però risulta perfettamente calato nel contesto ove è stato costruito. Di recente è stato posto sotto tutela e ristrutturato parzialmente . Oggi l’ex-Allumix ospita mostre d’arte , eventi e conferenze. Questo edificio al principio destinato alla demolizione rappresenta invece l’esempio concreto di riqualificazione d’area. Ora la zona Industriale può offrire ancora molto in termini culturali anche se svuotata quasi completamente del compito originario. La concezione futurista di quest’area di Bolzano rivive nella trasformazione in atto . Il contesto urbano stile periferia industriale è presente nella cultura del nostro tempo , il rap (una protesta cantata) si è sviluppato in contesti simili , cosi come il mondo Underground , a proprio agio in un una cornice d ‘abbandono. Il futuro di Bolzano passa anche per questa zona Underground , a torto considerata per molto tempo inutile e da eliminare. Invece l’ambientazione che è venuta a crearsi è perfettamente in linea con le tendenze culturali del momento . Curioso pensare come le culture Rap ed Underground si siano sviluppate in ambienti con queste caratteristiche , nel nostro caso specifico pensati e costruiti da un regime totalitario che negava le libertà individuali , oggi invece diventati prepotentemente laboratori culturali ed etnici con lo sguardo al futuro.








































































